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IL LIBRO
cieli rossi |
ago-09 |
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"Cieli rossi"Per dirti qualcosa…( dall'Introduzione ) Ne hai sentito parlare? Li hai vissuti? Gli anni ‘60 – ‘70 dico; già quei mitici anni della protesta, dei cortei, della fantasia al potere. Si, comprendo la tua perplessità, conosci poco o nulla. Beh, se hai un po’ di tempo, puoi infilare nella tasca dei tuoi jeans questo libro e andartene ai giardini, oppure sul lungomare, se poi è una bella sera d’estate, prendi in prestito una qualunque sedia a sdraio lasciata aperta da un bagnino distratto, sprofonda in essa e immergiti nella lettura. Potrebbe anche essere simpatico leggerne qualche pezzo insieme agli amici o, addirittura, prof permettendo, in classe. Vedi tu. Nelle pagine seguenti è raccontata la storia di un gruppo di “compagni” di quei tempi. A tratti ti farà sorridere, qualche volta, forse, infilerai il dito tra i fogli per non perdere il segno e alzerai lo sguardo dal libro, probabilmente con un piccolo pensiero da inseguire; comunque credo che ti coinvolgerà e, scusa la speranza, mi auguro che tu lo beva in un solo sorso, come una buona birra doppio malto. Siamo nel Sud, semplicemente perché i fatti si sono svolti lì. Ambiente: sottoproletariato urbano? Alta borghesia? No, diciamo compagni le cui famiglie erano sopravvissute alla fame nera del dopoguerra e che guardavano con un po’ d’apprensione i capelli lunghi e le facce torve di quei figli sempre arrabbiati, con la segreta speranza che sarebbero diventati in futuro impiegati Sip o Enel. Franz, Peppe, Tania e Nello hanno vissuto la loro gioventù, i loro ideali, da compagni convinti “quasi” fino in fondo. Ogni tanto sentivano “altri” richiami, specie per quello che potremmo definire: “Il fascino discreto del trascendente”.
“Flash in the book” “Eccolo sgamato. Trovò più onorevole tacere. Sostituì l’imbarazzo della colpa con un pensiero bello: il concerto dei Jethro a Roma. Chiuse gli occhi, anche per il sonno arretrato, e davanti a se rivide un flauto tutto d’oro mentre roteava verso il soffitto del Palaeur e Ian Anderson che lo afferrava per soffiarci dentro il suo genio regalando alle masse ascoltatrici suoni incredibili.” “Era lei infatti che lo aveva introdotto alla vera musica. Prima d’incontrarla solo Sanremo e “Lisa dagli occhi blu”, ora l’universo era costellato di Genesis, Emerson Lake & Palmer, Gentle Giant, Loo Reed e tanti altri. Tanti magnifici altri.”
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| "Cieli rossi" è un invito all'impegno, all'esserci, attraverso un percorso fatto di amicizia, amore, fraternità. La storia delle vicende sessantottine fa solo da sfondo. Uno sfondo vivace, allegro, appassionante, tragico, probabilmente irripetibile. Un periodo in cui ognuno poteva dire: "tutto mi appartiene", perché ognuno si sentiva, in qualche modo, protagonista di quel tempo. "Cieli rossi" è per te. Tuttavia ti chiederei, dopo averlo letto, di prestarlo, fino a farlo girare tanto da perderne le tracce. Vedrai che prima o poi ritorna e, finalmente, lo potrai far riposare tra la polvere della tua biblioteca, dopo che avrà compiuto la sua missione: convincere i più ad "esserci", "decidere", "scegliere" "condividere", ma anche ad "opporsi", "combattere", "escludere". La "fraternità universale" è un ideale. E per un buon ideale vale la pena vivere e morire, o perlomeno, sacrificarsi un po'. |
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Ultimo aggiornamento: 18-08-09