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SCHEGGE di luglio 2011: riposarsi per esserci

Ecco, siamo già in piena estate. Tanti, come noi, non possono nascondere un'ombra nel cuore, noi per motivi di salute, altri perché non potranno permetterselo. Fare vacanza oggi, più di ieri, costa caro. Eppure quel buon uomo che organizza i turni per dializzati a Maratea ci chiama e... ci annuncia che c'è la possibilità di essere inseriti in una lista per il periodo da noi segnalato. Beh, c'è poco da restare meravigliati. Si crede o no nella Provvidenza? Si è pronti a scommettere che l'Eterno Padre non se ne sta inattivo tra le nuvole come forse tanti pensano, ma segue i suoi figli passo passo? E che ci aiuta, ci sostiene e ci conforta non facendoci mancare nulla? Eccoci dunque qui, a passare una quindicina di giorni in uno dei luoghi (senza esagerare) più belli del creato. Ed anche qui si assiste ad una micro-espressione della fraternità universale. Medici attenti e scrupolosi, infermieri e operatori sanitari professionali ma anche gentili e affettuosi, pronti a farti sentire a tuo agio e ad aiutarti, preoccupato come sei che tutto vada bene. Purtroppo anche qui arriva, come un'eco disturbatrice, la lista nera della finanziaria: sanità, pensioni, sacrifici... Ed è normale pensare che prima o poi toglieranno anche questa possibilità che ora stai godendo, questi turni aggiuntivi, che tutto sommato alla collettività costano poco, ma che per il turista ammalato rappresentano la possibilità di sentirsi come tutti e al pari di tutti, ricambiando il servizio con i suoi soldi che lascia alla comunità sociale che lo accoglie. No, adesso bisogna andare al di là di questa nube nera. E' tempo di vacanza. Il cielo deve restare limpido. Tuttavia... rinfranchiamo pure il corpo e lo spirito, ma prepariamoci per quando saremo chiamati a scegliere la nuova compagine parlamentare. Proviamo a fare un bilancio sull'operato degli "onorevoli" che abbiamo votato, soprattutto quelli diventati ministri. Proviamo a fare il conto del tempo che hanno avuto a disposizione con la qualità e l'efficacia delle leggi e dei decreti emanati. Scopriremo che forse è il caso di rinnovarla un po' questa classe politica. Nel frequentare certi ambienti mi sembra di scorgere giovani laureati in gamba, che magari hanno avuto il coraggio di "buttarsi" in politica (vedi  Salvatore Scalzo candidato a sindaco di Catanzaro) prendendo, per il momento, anche qualche sonora sconfitta. Si, cari amici e amiche, godiamoci l'estate, ma in vista di un domani che vieta la pigrizia e il dolce far niente mentre "altri" si danno da fare alle nostre spalle per girare in auto blu (tutta da ridere questa limitazione del max 1600 cilindrata...), senza preoccupazioni per il futuro. Tanto bastano un paio di legislazioni per vivere da nababbo tutta la vita alla faccia di chi tira la stringa per sopravvivere. Sembra proprio un terribile deja vu: "Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. (Mt 23)" No, riposiamoci per partecipare, vigilare, proporre, cambiare. In una sola parola: esserci.

 

SCHEGGE DI GIUGNO 2011

Alle sei e mezza di qualche domenica fa un pullman apre le porte per accogliere un gruppo di persone e le loro valigie. Beh, siccome c'eravamo anche noi sul quel mezzo, possiamo testimoniare che si trattava veramente di una gita "speciale"! Siamo partiti dall'ospedale S.M. Annunziata di Bagno a Ripoli (FI), detto anche in relazione alla località "Ponte a Niccari", diretti all'isola d'Elba. Si dirà: "... e cosa c'è di tanto speciale andare a farsi una vacanza all' Elba?" Spieghiamolo.

Per chi vive la realtà della dialisi sa bene che non conviene allontanarsi troppo dal luogo di residenza, tuttavia non sono pochi quelli che cercano di soddisfare l'umano desiderio di vacanza spostandosi in un altro centro, magari più vicino al mare. Il rischio è quello di trovare del personale in seria difficoltà poiché conosce poco o nulla dei pazienti.

E invece in questa gita cosa succede? Per la buona volontà di alcuni medici e infermieri una volta all'anno gli ammalati e familiari prossimi possono permettersi il lusso di fare una settimana di vacanza in un posto stupendo, naturalmente con dialisi compresa. La mattina e il pomeriggio c'era la possibilità di fare il bagno nell'acqua cristallina di Naregno, oppure andare a visitare la residenza monumentale di Napoleone o la cittadina di Capoliveri, mentre la sera, se non c'era la dialisi, si poteva visitare Porto Azzurro e Porto Ferraio. Tanto, tutto era bello, magico, come solo un'isola nel cuore del Mediterraneo può esserlo.

Noi viviamo questa realtà da un paio di anni, tuttavia abituarsi all'idea che non si può viaggiare più, oppure non è possibile spostarsi oltre i due giorni... è un po' dura, specie se hai amici e parenti lontano. Logicamente, la vita è bella lo stesso, anzi in qualche modo la valorizzi di più, un giorno che la salute ti permette di passeggiare un po' al sole, diventa un giorno bellissimo. Però, poter andare all'isola d'Elba... e chi mai l'avrebbe immaginato?

C'è ancora qualcosa di speciale da dire... Chi purtroppo è costretto ad aver a che fare con la sanità viene stuzzicato nella parte più intima di sé stessi, in particolare ci si sente spesso inerme nelle mani di un personale guardato con sospetto e timore. E invece con noi all'Elba non solo c'erano fior di professionisti, esperti dell'arte medica, ma anche persone d'amore. Persone che oltre a preoccuparsi di farti stare bene nel corpo, sanno starti vicino e incoraggiarti, persino divertirti con esilaranti battute condite di gustosa ironia.

Siamo stati bene. Anzi, a ben pensarci, erano tanti anni che non si faceva un po' di vacanza normale, di quelle che non bisogna pensare a cucinare, pulire e lavorare più di quanto si fatica in ufficio o in fabbrica.

Era logico che quest'esperienza finisse con una festa, con tanto di torta, regali, abbracci e baci. Ed è altrettanto logico che in noi resti un sentimento di gratitudine verso queste persone che ci sono state vicine in una maniera così attenta e affettuosa. Ciò anche per un altro motivo: da anni e insieme a tanti altri nel mondo si cerca di testimoniare che il rispetto del prossimo è fondamentale per la pace e l'armonia sociale. Scoprire che ci sono realtà, magari vicino casa, dove ciò avviene nel silenzio e senza tanti clamori è veramente bellissimo.

SCHEGGE DI FEBBRAIO 2011

E se l'amore fosse l'unica e vera realtà?

 Sarà vero? Sarà falso? E’ giusto rivelare? E’ meglio nascondere? Non vorrei parlare di quello di cui oggi si parla… e poi, di cosa o meglio, di chi dovrei parlare? Di una ragazzina di nome Ruby e di un gruppo di povere disgraziate come lei che passavano le serate annoiandosi a guardare film e ascoltare musica? E che siccome chi le invitava alla festa era particolarmente sensibile alla loro povertà, erano costrette ad accettare qualche migliaia di euro e un tetto dove ricoverarsi dalle intemperie.

No, non desidero aggiungermi al coro degli accusatori, tanto credo che quella Giustizia che conosce il cuore dell’uomo e i suoi segreti, prima o poi, ma soprattutto al meglio, metterà la parola fine a tutti i veri o presunti mali.

Tuttavia… intanto…  non si può tacere e fare finta di niente.

Una volta bastava attendere la sentenza. Un responso oggettivo, sopra le parti, in quel cielo che tutti sovrasta perché “La legge è uguale per tutti”. E ora? Ora che si mette in dubbio la legittimità non di qualche giudice ma dell’intero sistema giudiziario, a chi appellarsi? Chi guardare con una sufficiente certezza?

Eppure, anche di fronte a questa inarrestabile deriva, petali di fraternità incoraggiano a non mollare.

A Milano un carabiniere, Alessandro Micalizzi, vede un bambino distratto cadere giù sulle rotaie della metro. Non ci pensa due volte salta giù, prende il piccolo e lo lancia in salvo, salvando poi se stesso dall’arrivo del treno. Grazie Alessandro, hai messo in pericolo i tuoi 26 anni con l’immediatezza della persona disposta a sacrificare la propria vita apparentemente d’istinto, senza riflettere o ragionare. Ma tu sai che non è così perché il tuo gesto è frutto di una vita cresciuta all’ombra dei valori dei tuoi cari, delle realtà belle e sane in cui sei vissuto fin da piccolo e di come, una volta carabinieri, hai radicato nel tuo cuore gli aspetti più nobili dell’Arma.

Beh, qualcuno penserà. Cosa centra il caso Ruby con il salvataggio operato da Alessandro? Forse niente… a meno del fatto che entrambe sono espressioni, episodi che l’unica umanità del terzo millennio esprime. Aspetti negativi e positivi di una stessa medaglia? Direi proprio di no. La realtà più vera perché intrisa di amore e di bellezza (ciò che ab aeterno regola l’universo) è quella di Alessandro, e con essa milioni di azioni di umanità, solidarietà, carità che ogni giorno vengono compiuti su tutta la faccia della terrà.

E il resto? Quello che fa raccapriccio?

Non esiste…

Ecco cosa possiamo fare: dimostrare, con la nostra vita e con il nostro esempio, che il male non esiste. Non perché non c’è (altrimenti saremmo degli illusi) ma semplicemente perché ignoriamo, oscuriamo, delegittimiamo ogni sua presunta coerenza o necessità di esserci in nome del diritto di qualsiasi potente di turno a fare ciò vuole.

I miei ultimi sette mesi li ho passati accanto alla compagna della mia vita, convivendo giorno e notte con le sue sofferenze fisiche e psicologiche, come fanno tantissimi sposi e spose che realizzano l’eterno precetto che invita i coniugi a restare uniti nella salute come nella malattia e come me milioni e milioni nel mondo e nella Storia.

E allora, sarà un caso Ruby qualsiasi ad oscurare la grandezza e la bellezza del rapporto uomo – donna?  E, soprattutto a mercificare la figura femminile appartenuta per secoli e secoli alle madri, alle spose, alle amate fanciulle adorate ed osannate da ogni giovane che scopre l’inesprimibile emozione di un nuovo amore che nasce nel palpito del cuore?

Lascio alle parole di una canzone del Gen Rosso la conclusione di questa riflessione:

Credo che l’amore è più forte, credo che l’amore vincerà.*

* da Non fermarti ora – Gen Rosso http://www.genrosso.com/index.php

 

SCHEGGE DI  Gennaio 2011

2011, ed inizia una nuova decade di questo terzo millennio con le umane tragedie che perpetuano la storia del mondo. Giusto per citare: il decadimento morale, le stragi d'innocenti commesse in nome della fede, l'instabilità economica occidentale con la conseguente maggiore povertà di chi stava male e la maggiore ricchezza di chi già lo era... Ma insomma, qualcuno mi dirà, quali petali di fraternità s'intravedano in quest'anno dell'era cristiana duemila e undici? Eppure... petali delicati e colorati già nascono in questo deserto e volano per l'aree. L'ultimo: l'ex rabbino di Roma Toaff, dal rispettabile tetto dei suoi 95 anni, ha detto che la beatificazione di Karol Wojtyla è “il riconoscimento a un grande Papa e a un grande uomo che io ho conosciuto molto bene”. Naturalmente a leggere questa notizia il pensiero di noi tutti è andato alla storica visita di Giovanni Paolo II alla sinagoga di Roma avvenuta nel 1986, uno dei "petali di fraternità" più belli e significativi della storia contemporanea. Toaff, esprime in questo modo un sentimento fondamentale per la fraternità: la sua stima per il nostro grande papa. Si, la stima. Cioè valorizzare l'altro, soprattutto se ha una fede altra, una cultura altra, uno stile di vita altro. E questo valorizzare parte prima di tutto come atto interiore, dopo il riconoscimento personale, fatto nel silenzio del proprio sé, del valore dell'altro. E poi l'esprimere nel modo migliore possibile, specie nelle pubbliche occasioni, questa stima. Si, cari amici e amiche, l'invito di questo mese di gennaio è quello di riflettere insieme sull'importanza vitale e strategica per la fraternità universale della stima per il prossimo. Andiamo a caccia del positivo nelle persone che ci circondano e, prendendo il coraggio a due mani, esprimiamo loro tutta la nostra stima, magari senza leziosità inventate, ma con il sottolineare l'importanza e il valore di un gesto, di una parola che ha fatto o detto l'altro. Chiara Lubich direbbe: facciamo il tifo per l'altro!

SCHEGGE DI Settembre 2010La vita è andata verso la Toscana.

Cara Toscana, patria di personaggi illustri e straordinaria terra d'arte, eccomi qua. Per poco? Per molto? Proprio non lo so. L'unica certezza che mi auguro è quella di non smettere mai di costruire anche qui, ovviamente al meglio che posso, l'ideale della fratellanza universale. Tante amatissime persone hanno vissuto con me, giorno per giorno, gli eventi di dolore che ci hanno costretto a lasciare, almeno per il momento, l'amatissima Calabria. Per comprendere questa inevitabile scelta basta seguire i media quando presentano l'assurdo e tragico sistema della sanità nel sud. Tuttavia se gli avvenimenti "terreni" hanno condotto la mia famiglia a stabilirsi nell'incantevole paese di Figline Valdarno poco lontano da Firenze, sono certo che "altri progetti" sono stati pensati perché arrivassimo in Toscana. Il 2 gennaio del 1976 la città di Catanzaro accolse con amore un giovane napoletano che doveva restare in Calabria appena un anno... ne sono poi passati 34! Tutti spesi tra grandissime gioie e profondi dolori, ma comunque cercando di testimoniare che l'unità del genere umano è possibile. In quella terra martoriata ed offesa due grandi amori: la comunità ecclesiale e la comunità civile, la Chiesa e la Società, il Cielo e la Terra. E questo in un gioco d'amore vissuto con tanti fratelli e sorelle, amici e amiche di tutte le convinzioni e culture; un gioco condotto con il costruire insieme tanti eventi di unità, spesso all'insegna dell'arte, della politica, del sociale. Abbiamo dato a Dio e abbiamo dato a Cesare. Certo con tutti i limiti di questo mondo, ma credo che non ci siamo sottratti all'impegno, all'esserci, al celeste mandato di trafficare i talenti. Se poi l'abbiamo fatto bene o male è un altro discorso. Beh, in relazione a questi due amori, anche arrivando in questa terra, alcuni segni... Una delle prime sere, appena arrivati, abbiamo l'occasione di assistere alla Festa del Perdono, un'antica manifestazione che vede impegnate sia la comunità ecclesiale,  che quellacivile di Figline in una serie di eventi. Prima della processione mi avvicino al Vescovo e gli racconto in sintesi il perché eravamo arrivati lì, lui mi guarda con profondità e benedice la mia famiglia facendomi un segno di croce sulla fronte. Nel cuore avverto tutto l'amore della Chiesa. Poco distante incontro il sindaco. Lo vado a salutare e gli ricordo che gli ho inviato "Cieli rossi" in regalo per la biblioteca. Ci scambiamo una calorosa stretta di mano, promettendoci di rivederci. E qui avverto nel cuore tutta la dimensione di accoglienza del popolo toscano. E poi... a Loppiano! La mitica cittadella stra-amata, sognata, desiderata da milioni di persone in tutto il mondo. Ho potuto rivedere e annunciare a tantissime persone conosciute in passato che ora eravamo lì, a condividere ancora insieme un pezzo di questa bellissima vita. Ad ottobre sarà un anno che stiamo soffrendo e gridando per questo lungo e doloroso parto, ma la nascita di ciò che dovrà avvenire sarà una lieta e gioiosa sorpresa, il frutto che nascerà da questo seme che muore sarà uno splendore! Ne sono certo. Uno splendore come la cupola del Brunelleschi che in questo momento sto ammirando, qualcosa quindi di unico, raro e irripetibile per bellezza e armonia.

 

 

novembre 2009 L'era del falso problemaRiflessione online del mese:   Riflessione online del mese:Il terzo millennio si configura come l'era del "falso problema". Prendiamo ad esempio la questione del crocifisso sul muro. Mettiamoci dalla parte del Signore, si proprio di Gesù che da lassù assiste a tutta la vicenda. Una domanda sorge spontanea - direbbe il grande Lubrano -  ma al Cristo dei cattolici, dei protestanti, degli ortodossi è proprio rilevante questo problema? Diciamo meglio, dovendo scegliere di essere mostrato sulle mura di case, uffici, scuole o di essere visibile in altre occasioni, che farebbe? Beh, penso che molti di noi risponderebbero che, probabilmente, al Signore, visto che gli sta a cuore il ritorno dei peccatori al Padre, interessi molto di più la conversione del cuore più che la mostra (o l'ostentazione) della propria fede. Inoltre... siamo proprio convinti che tutti coloro che gridano "anatema!", siano sensibili alle lacrime di quel Dio affisso alle proprie spalle? Sappiamo che in fondo Gesù era un tipo rivoluzionario, un po' deciso, forte. Immaginiamolo mentre entra in uno studio di un barone della medicina, che in quel momento sta dicendo alla persona che se vuole essere operata in fretta e bene dalla sua malattia, deve trovare al più presto una x somma. Beh, probabilmente prenderebbe la sua riproduzione dal muro e con decisione la userebbe tipo martello sulla testa del ricattatore. Oppure immaginiamo alcuni insegnanti di religione, che parlano di Lui con Lui appeso alle spalle. Senti, senti e scopri che l'esimio prof non solo non è cattolico, ma in realtà lui non ha mai creduto a niente e nessuno. In passato la croce (su uno scudo) era stata persino brandita per simboleggiare un partito politico. Beh, si forse all'inizio... pensando a don Sturzo, a De Gasperi, etc. qualcosa di giustificato forse c'era. Pertanto, riportiamo il problema nella sua vera luce: oltre ad appenderlo sul muro, il Cristo, lo teniamo appeso sul cuore? Purtroppo i media, quelli de "Il grande fratello" o "L'isola dei famosi", ci hanno distolto mente e ragione dai veri problemi del nostro tempo, operando una sorta di "giustificazione alla amoralità", anzi una sollecitazione alla ricerca della soddisfazione corporea, emozionale, istintiva. Di questo passo non avremo bisogno di togliere Cristo dal muro, sarà lui stesso a scendere e scappare via.

ottobre 2009  Tempo di lupi, tempo d'impegno.  Riflessione online del mese:Quale dunque la prima conseguenza nel fare propria l'idea della fraternità universale? Ogni altra persona è mio fratello, è mia sorella, e allora? La risposta rischia di essere banale... se hanno fame, gli trovo da mangiare... se non hanno un lavoro, divento imprenditore... se subiscono dei torti, cerco la giustizia. E allora prendiamo un popolo a caso... i Calabresi! Quanti torti hanno subito nella plurimillenaria storia della loro terra? Dai Romani che umiliarono i Bruzi e depredarono la Sila per farne navi e cenere, dai Saraceni che per mille anni  punzecchiarono le coste trasformando coraggiosi pescatori in timorosi montanari, dai Normanni agli Aragonesi, dai Borboni ai Piemontesi, etc. etc. che indussero gente pacifica ad armarsi di schioppo e forcone. Da quante ingiustizie è stata vessata la Calabria? Quanti lupi l'hanno sbranata? Molti lupi stranieri, ma - purtroppo - anche qualche lupacchiotto nostrale che ha sempre perso il pelo e non vuole proprio imparare a perdere il vizio. Per esempio, il branco che si è infiltrato nelle istituzioni, magari qualcuno all'inizio era animato persino da buona volontà, poi sai com'è... sbrana tu, che sbrano anch'io. "Ma sì, coliamola a picco quella barchetta... tanto noi andiamo a bagnarci alle Seychelles, mica siamo scemi, e poi se non arrivano più turisti, chi se ne frega, meglio, più tranquillità! Intanto dividiamo come sempre... 5% a me... (* discorso tra lupi captato in un corridoio di un grande palazzo)". E poi ancora qualche discorso tra lupi sempre colto a volo: "... perché la chiamano mala sanità? Se a noi ci fa tanto bene?" Continuiamo? No, non ha senso ripetere ciò che sanno tutti. Probabilmente, parlando di lupi, e per essere precisi, dei lupi infiltrati nella politica, ha molto più senso discutere (e agire) sul come fare per allontanarli. Ovviamente siamo in democrazia, e soprattutto siamo quelli della fratellanza, per cui, pur disperati, speriamo sempre che i peccatori si pentano, che i lupi ridiventino, come la gran parte, agnelli. Tuttavia il mezzo, c'è, eccome! Si chiama impegno! Che significa "esserci", in prima persona. Per amore di quel popolo di fratelli e sorelle nella sofferenza, rendere disponibili le proprie capacità e... fare politica! Politica attiva, nei sindacati, nei partiti, nelle liste civiche, organizzarsi, candidarsi e sostenere candidati nuovi, irreprensibili. Possibilmente senza mai dimenticare che politica significa "servizio"...

 

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