L'EVENTO "in history for change"

 

novembre 2013

 

“La vita può essere capita solo all'indietro, ma va vissuta in avanti.” (Kierkegaard)

 Il Progetto.

Entrare nella storia, generale e particolare, locale e globale, significa trarre profitto dalle esperienze del genere umano – positive e negative – per lavorare meglio e con maggiore consapevolezza nel presente, ottenendo così qualche speranza in più per il futuro. Il progetto quindi, attraverso le riflessioni offerte da studiosi e testimoni, con i relativi approfondimenti di sicuro valore scientifico, ma anche con momenti artistici, mostre, concorsi, manifestazioni, ecc., intende mobilitare soprattutto i giovani verso una cultura che, primariamente, è catalizzatrice di impegno per il sociale, a fronte di una consapevole scelta esistenziale, una scelta indirizzata al cambiamento (in history for change).

Se i partiti hanno fallito il loro ruolo storico, se l’impegno politico è visto nel suo aspetto più degradante (il potere ad ogni costo, l’accaparramento, la sterile  contrapposizione ideologica, ecc.), probabilmente può essere utile guardare ad un rinnovato impegno culturale, quanto mai efficace per nobilitare e mobilitare il pensiero dell’uomo verso orizzonti, universalmente riconosciuti, di alto spessore etico e morale. Uno fra tutti: la fraternità. Essa, la sorella più trascurate e dimenticata delle tre figlie della rivoluzione francese, potrà costituire – ne siamo certi - la sfida culturale più importante del III° millennio. La fraternità è una dimensione che potrà accomunare l’azione di persone di fede e di persone di altre convinzioni, soprattutto potrà ridare ai giovani forti motivazioni d’impegno, la volontà di “esserci” ed agire, perché il cuore dei giovani è fatto per i grandi ideali della vita. E quale ideale più grande, più sfidante, ma più immensamente utile e gratificante della fraternità universale

I primi protagonisti.      

 Il progetto è ispirato, promosso e organizzato dal sottoscritto, con l'indispensabile collaborazione delle seguenti "centrali del sapere":

 “Associazione G.E.N.S. Generazione Europea Nuovo Sud”

“Universitas Vivariensis”

“Calabria Protagonista”

 con la collaborazione di Musicisti, Attori e Artisti coinvolti durante le varie fasi dello stesso.

 Allo start del progetto hanno partecipato:

  “Associazione Emily”

“ABC Associazione per il bene comune”

“città nuova RELATION”

“HISANI CENTER”

“sentierononvilolento”

 I destinatari.

 Il progetto intende offrire ulteriori strumenti di analisi storica e sociale a  studiosi, docenti, giornalisti e operatori dei media, ma anche di tutte le persone che cercano ulteriori chiavi interpretative ai fatti e agli avvenimenti per vivere da protagonisti il proprio tempo. Soprattutto il progetto è orientato alle nuove generazioni che frequentano scuole di ogni ordine e grado e, in particolar modo, agli universitari, onde offrire loro una comprensione viva e testimoniata, approfondita ed interattiva, delle problematiche inerenti la storia contemporanea della realtà sociale del sud Italia e, più specificatamente, del territorio calabrese.

Gli eventi.

 Il progetto è costituito da una serie di eventi che prendono in esame determinati “fatti storici”, rilevanti per il passato, i cui effetti hanno in qualche modo determinato la realtà attuale e quella futura. Tali fatti, noti e meno noti, saranno proposti in occasioni particolari per la loro rivisitazione. Ad esempio, per il “sessantotto”, primo evento di “in history for change” si è tenuto conto del quarantesimo anniversario dello stesso.

 Articolazione degli eventi.

 L’evento proposto da “in history for change”, normalmente, sarà articolato in quattro moduli:

·       lo start

·       il simposio

·       l’expo

·       la convention

 Lo start, oltre che dare il via all’evento, approfondirà il tema proposto nei suoi aspetti generali. Solitamente verrà introdotto dall’ente proponente, che evidenzierà gli elementi di attualità dello stesso. Seguirà una relazione scientifica, corredata da testimonianze e contributi vari. Prima del dibattito con il pubblico presente si darà visione della presentazione dell’intero progetto afferente quel determinato evento.

Nel simposio verrà approfondito un particolare aspetto del tema trattato dall’evento, la parte ritenuta più rilevante, ma anche più originale e meno nota, riguardo la territorialità individuata, cioè il sud Italia e la Calabria.

Durante l’expo altre “testimonianze” saranno proposte all’attenzione del pubblico: libri, film, video clip, foto, cimeli, opere artistiche, ecc. proprio perché si intende ripercorrere in maniera totale la storia dell’evento in tutte le sue tipiche manifestazioni culturali.

A conclusione dell’intero percorso, gli organizzatori, le associazioni, gli enti, le istituzioni e gli sponsor coinvolti dal progetto, daranno vita di una convention. In tale occasione, oltre alle conclusioni dell’evento, soprattutto a riguardo degli studi elaborati, ci sarà la possibilità di offrire numeri artistici e premiare i vincitori di eventuali concorsi a tema. La convention sarà quindi un momento celebrativo, non inteso tanto ad esaltare quel determinato fatto storico preso in esame dall’evento, di cui, tra l’altro, gli studiosi e i testimoni di ogni orientamento e tendenza avranno evidenziato aspetti positivi e negativi, ma come momento di festa in onore della Storia in quanto disciplina scientifica, per la sua indiscussa utilità al servizio dell’uomo e per la sua vitale importanza nel comprendere come evitare nel futuro tragici e funesti errori ed orrori. Soprattutto la convention sarà la celebrazione del valore della fratellanza universale, quale antidoto per ogni conflitto e supremo orizzonte ideale di ogni uomo che intende costruire da protagonista la propria storia personale e concorrere in maniera incisiva a quella collettiva.

 L’evento 2008 – 2009

 Nel 2008 ricorrono i quarant’anni dell’epopea storica universalmente nota come il “sessantotto”;  “in history for change” propone due percorsi paralleli: uno di tipo georeferenziale, dagli USA a… Cosenza, e l’altro di tipo “esplorativo”, una specie di scommessa sulla esatta individuazione di possibili paradigmi, o alternative, tra la contestazione sessantottesca e il dissenso futuro, ovviamente se le generazioni attuali o future lo sapranno e/o lo vorranno esprimere in maniera collettiva e organizzata .

Lo start dell’evento

A quarant’anni dal ’68:

come esprimere il dissenso nel III° millennio”

(titolo)

Lo start del primo evento di “in history for change” è avvenuto con il convegno “A quarant’anni dal ’68: come esprimere il dissenso nel III° millennio” alla Casa delle Culture di Cosenza il 19 dicembre 2008.

La relazione della ricercatrice Carmen Pellegrino ha offerto una lettura storico-scientifica degli anni della “contestazione” che, a livello mondiale partì negli anni sessanta – con il suo culmine nel 1968 – e si protrasse, in relazione alle specificità territoriali, con accentuazioni ed epiloghi diversi per buona parte degli anni settanta. Pertanto, dopo lo “start” storico, corredato anche da una serie di esperienze e testimonianze, collettive e personali, c’è stato un significativo contributo delle Associazioni presenti e tutti i rappresentanti si sono dichiarati favorevoli e convinti”.

Dai vari interventi è stata colta la necessità di patrimonializzare anche l’esperienza sessantottina, nella sua valenza positiva in ordine a valori universalmente ritenuti utili per la promozione umana, quali: la libertà, la pace, la giustizia, l’uguaglianza dei diritto, l’esercizio dei doveri sociali, il rispetto della vita, ecc., si presenterà quale agente del cambiamento, del miglioramento, della novità.

Un dato particolarmente interessante - ed è per questo che riteniamo una felice coincidenza che il Progetto venga realizzato proprio a Cosenza -, è costituito, prima di tutto, proprio dal dato storico. Infatti l’antica Consentia, patria del popolo bruzio, è stata la capitale del dissenso in epoca romana e, documenti e fonti, testimoniano l’indomita indole di questo popolo ad ogni tentativo di sottomissione. Nel tempo poi, attaccata e assediata da ogni genere d’invasore, ha sempre dimostrato la sua capacità di risposta caparbia e incessante, tesa alla strenua difesa dei propri diritti e della propria identità.

In tale conteso quindi arriviamo al sessantotto cosentino. Una contestazione che nulla ha da invidiare alle grandi mobilitazioni di massa delle grandi città della penisola, con la presenza attiva anche dei “filocinesi” e di tutte le identità politiche dell’arco extra-costituzionale.

Il vento del sessantotto ha percorso tutta la città di Cosenza, in tutti i suoi principali centri di aggregazione, anche un edificio di culto è stato al centro di un intenso dibattito politico e sociale, assurgendo a vero e proprio “caso”, in quanto a componente cattolica, coinvolta dalla contestazione. A tal proposito, il Progetto intende anche, dopo la provvidenziale “decantazione storica” operata dal tempo, rimuovere dalla memoria collettiva ogni “imbarazzo” residuo, ogni “fastidio” mnemonico di “quei fatti”. La storia umana, qualsiasi sia il prezzo pagato, è rivolta comunque e sempre verso un futuro migliore di qualunque passato (T. de Chardin) e, di conseguenza, ogni passato è d’inestimabile valore per ogni futuro.

Il Progetto intende promuovere nuove modalità di contestazione e dissenso, intesi come strumenti per migliorare le strutture e le regole di convivenza umana.

L’augurio e l’obiettivo che gli organizzatori intendono perseguire è quello di un’adozione collettiva, del valore della “fraternità universale”, come paradigma primario per ogni cultura del terzo millennio. Se la lotta per la libertà e l’uguaglianza hanno caratterizzato gli ultimi secoli del pensiero umano, molto ancora bisogna fare in ordine alla fraternità. Siamo certi che il dissenso e l’opposizione se ispirati dalla più grande delle idealità che oggi si possa immaginare - “Ogni altro uomo della terra è mio fratello” – potrà volgere questo terzo millennio verso un orizzonte meno problematico e con qualche speranza in più.    

 

         Il Programma

·       Introduzione e saluti a cura Francesco Precenzano.

·       Presentazione del progetto: “in history for change” e del tema affrontato nell’anno 2008 – 2009: il sessantotto.

·       “Dagli U.S.A. al sud Italia”, conversazione storica di Carmen Pellegrino, autrice di ’68 Napoletano” .

·        “Le Associazioni e i Circoli culturali: nuovi protagonisti dell’impegno civile”, a cura Associazioni e Circoli culturali presenti

·        “Dalla contestazione globale all’impegno personale”, testimonianza di Franco Gallelli, autore di “Cieli rossi.

·       Testimonianze dirette e indirette: Pino Gallo (Ciam pho tà), un breve ricordo di Giovanni Losardo di Massimo Scarlato.

·       Dialogo con i giornalisti e i presenti.

·       Conclusioni e lancio del concorso per le V° classi degli istituti media-superiore di Cosenza: “Il mio esserci nel III° millennio”.

·       Nei vari intervalli, brani dell’epoca eseguiti dai musicisti Francesco Speziale e Luigi Carbone.

Stand

All’ingresso della sala è stato allestito un piccolo stand con i libri dei relatori.

L'evento, come facilmente si può intuire, è replicabile e adattabile ad ogni esigenza, opportunità, possibilità, il programma come meglio intendono gli organizzatori, ai quali offro volentieri il mio aiuto in termini di partecipazione, organizzazione, conduzione, etc., inclusa tutta l'attrezzatura necessaria per una sala di 100 / 300 posti. Scrivere a franco@gallelli.it

 
 
 

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Ultimo aggiornamento:  10-11-13