A volte scrivo, a volte faccio altro. Qui, a Figline Valdarno nella  bellissima terra toscana, che mi fa sentire meno lontano dall'amatissima terra calabra. Qualcosa di me.

 benvenuti nel sito di  Franco Gallelli

 una proposta per te, l' associazione

 

Sosteniamo la proposta

Arrivano frequentemente segnalazioni per offerte di case, auto, lavoro, tempo... quasi sempre riesco a trovare proprio qualcuno che ne ha bisogno, coincidenze? Non so. Intanto ecco: on line for you una pagina appositamente creata perché offerte ed esigenze facciano ciak. Clicca sul logo.

SCHEGGE, cioè pensieri? riflessioni? testimonianze? Anche... Soprattutto desidero che siano pezzi di me e di te che vagano nell'universo in cerca di milioni di altre schegge con cui frantumarci per ripartire con rinnovata energia e luce. Semplicemente: incontriamoci e raccontiamoci pezzi di vita.

NEW       nuova idea della ConneS !!!    NEW

"VIAGGIA CON ME"

Prossimamente l'associazione ConneS attiverà un progetto utile a risparmiare notevoli spese per viaggiare! I compagni di viaggio non solo condividono il costo, ma potranno scambiarsi opinioni ed esperienze, farsi compagnia, nella sicurezza e nella tranquillità di essere tutti soci ConneS. 

Scheggia di maggio: “Governare (zheng) equivale ad essere nella rettitudine.” Confucio

Carissimi e carissime, vi prego di considerare che aprire la scheggia di maggio con la celebre locuzione del padre della filosofia cinese non è ostentazione culturale. Decidendo di capire qualcosa dell’Oriente che abbiamo già in casa da qualche tempo, grazie al mio amico Hung, sto passando delle bellissime serate nella quiete del giardino in compagnia di Lao Tze, Confucio, Marco Palo, padre Matteo Ricci e un bel po’ di pubblicazioni che raccontano la Cina, soprattutto quella della “Via della seta”.Beh, penserete: “Cosa c’entrano le tue schegge che di solito parlano di politica, problemi sociali e altre cose simili con la Cina?” Allora, cerco di spiegarmi.

Da giovane, e chi ha letto “Cieli rossi” lo sa, agitavo per le strade di Napoli il pensiero di un grande cinese: Mao Tze Tung. Per la verità, e di questo ne faccio un grande mea culpa, il tutto si limitava alla sola agitazione, perché nonostante gli sforzi (pochi) non capivo un bel niente di quanto il celebre libretto conteneva. Tuttavia continuavo a gridare a squarciagola: “L’Oriente è rosso, l’Italia lo sarà”. Beh, non solo l’Italia non è diventata rossa, restando un grande paese capitalista, ma si è tinta molto di giallo… specie tra i negozi e i mercati rionali. In pratica i “compagni” cinesi sono diventati più borghesi di noi e ci stanno conquistando alla grande, proprio con le stesse nostre armi. Ma è questa la Cina? La vera Cina? Un voce gira insistente: se non conosci la Cina, vuol dire che non conosci l’altra metà della Terra. E allora, prima che la fortuna mi dia la possibilità di farmi un viaggetto col tentativo di stare tra la gente senza fare il turista da spennare, m’immergo nella lettura di cose cinesi, di cose antiche, di quelle cose che hanno fondato e messo insieme una delle più grandi civiltà che l’umano consesso abbia mai prodotto.

Leggendo, soprattutto Confucio, c’è veramente da restare sbalorditi! Parliamo, più o meno, di 2500 anni fa! Se parlasse oggi, ovviamente con un linguaggio moderno, non farebbe che ripetere gli stessi concetti. Parlerebbe di necessaria moralità della classe dirigente, di ascoltare la voce del popolo, di amministrare con amore e spirito di servizio, pur continuando a riconoscere la divisione dei ruoli e delle classi sociali.

“… un popolo privo di fiducia non è in grado di reggersi” Sono parole antiche, ma tremendamente attuali. Potremmo senz’altro affermare che oggi il livello di fiducia, ovviamente riferendoci all’organizzazione sociale e al destino del paese, è veramente ad un livello bassissimo.

Da qualche tempo mi capita di citare il crollo dell’impero romano come esempio di cosa può accadere quando la decadenza morale imperversa anche nel più solido e perfetto dei sistemi.

Tale decadenza, ovviamente coinvolge tutti gli ambiti, ma quando diventa “sistema” del sistema, prassi condivisa della classe dirigente, il crollo è inevitabile, ce lo dice la Storia (madre di vita).

In fondo con il voto delle amministrative cosa ha chiesto il popolo italiano se non la rettitudine?

Ed ora? Possiamo augurarci che essendo giunti al crollo economico, sociale, politico e morale, non ci resta che risalire?

Il 1° maggio a Loppiano si è visto qualcosa di più di una speranza. Tanti giovani si son messi un pomeriggio intero a parlare di politica, ne hanno discusso con passione, convinzione, competenza. Probabilmente le nuove generazioni saranno la vera sorpresa di questo italico terzo millennio. Un’operazione che possiamo fare da subito è proprio quella di metterci da parte, sostenere senza apparire, come hanno fatto gli adulti a Loppiano il 1° maggio quando le regole del gioco di ruolo ci hanno suggerito di partecipare restando in silenzio, ascoltando e basta. Abbiamo subito imparato che i giovani ragionano su cose concrete, senza demagogia e presunzioni. Ed è stato veramente un piacere accogliere nella mente e nel cuore le voci del futuro.

Basterà essere giovani per avere rettitudine e governare bene? La rettitudine è un fatto di educazione e di scelta, certo, ma ha bisogno anche di energia a sostegno, di voglia di fare le cose per un grande ideale. E quale ideale migliore della fraternità universale?

 

 Ecco una news veramente speciale!

Figline a Colori” Presso l’oratorio salesiano di Figline Valdarno si è svolta la manifestazione Figline a Colori organizzata dallo stesso oratorio, dalla comunità islamica presente nel Valdarno, dall'Associazione "Anelli Mancanti” di Figline e  dal Movimento dei Focolari. Come annunciato dagli organizzatori l’intento era quello di  costruire un momento di aggregazione e integrazione, una vera e propria festa  del dialogo della vita, che riuscisse a coinvolgere la cittadinanza figlinese nella sua dimensione multietnica.La pioggia incessante di questi ultimi giorni ha ceduto il passo ad un cielo improvvisamente luminoso, pertanto, come previsto, una partita di calcio alle 14,30 ha dato il via ai giochi. Ospite d’onore, in campo per qualche minuto nel ruolo di arbitro, il sindaco di Figline Riccardo Nocentini. C’è da evidenziare la coincidenza di quest’appuntamento progettato per favorire l’integrazione nel territorio con il lavoro intenso che la municipalità sta portando aventi per la fusione con il confinante comune di Incisa. Un cammino di unità, dunque, che prosegue in parallelo: da una parte le istituzioni con gli amministratori e dall’altra le aggregazioni civili ed ecclesiali con i cittadini. Il sindaco Nocentini consegnando le pergamene ricordo alle squadre e nel salutare tutti i presenti ha parlato di progresso dell’integrazione, di società che si costruisce in maniera composita tra le varie realtà presenti. Tanti sorrisi, strette di mano, continui dialoghi con i partecipanti, rendevano evidente che il primo cittadino è proprio il sindaco di tutti, il rappresentante dell’intera comunità, pur nella sua evidente, multiforme e variegata composizione. Visibilmente soddisfatto durante questo momento anche Abdul, che insieme al vice console del Marocco, hanno ben rappresentato la numerosa comunità araba presente all’evento. E, a proposito d’istituzioni, è intervenuto anche il dirigente scolastico dott.ssa Lucia Maddii che ha dato un forte sostegno all’evento inviando l’informativa a tutte le scuole del territorio.Mentre arrivavano partecipanti di ogni età, la macchina organizzativa guidata da Chiara e Yassin, distribuiva strisce di stoffa colorate, quasi a rendere plasticamente evidente il titolo dell’evento. Ecco quindi comporsi velocemente le squadre dei rossi, degli arancioni, dei gialli…tutti i colori dell’arcobaleno, via nel vento a correre, saltare, giocare!Giochi senza tempo come la corsa dei sacchi e il tiro alla fune hanno fatto da cornice a giochi più moderni come il basket, la palla a volo, il calcetto e il ping pong.Il congegno organizzativo e l’ampia struttura dell’oratorio hanno consentito la contemporaneità dei giochi. Si è innescata così una poderosa girandola di grandi e piccini, di esperti che celavano l’esperienza in favore di coraggiosi dilettanti allo sbaraglio, in tutti una grande gioia, l’ebbrezza di chi sta vivendo un momento veramente speciale. Un grande tabellone colorato ha raccolto i punteggi delle squadre, tuttavia ad attrarre l’attenzione erano soprattutto i “motti” che le squadre prima di giocare han dovuto creare: “Un amico in più di ieri”, “Pieni di gioia siamo e il colore indaco esprimiamo!”, “Viva Figline a Colori”… Beh, quest’ultima espressione racchiude con lapidaria semplicità tutta la gioia di quest’evento, una gioia che dovrebbe raccontare come sia possibile che persone di tutte le età e di etnie diverse riescano, in pochi secondi, a guardarsi e trattarsi con grande familiarità. Fratelli e sorelle anche a tavola, durante la cena organizzata alla buona, offrendosi reciprocamente le semplici pietanze tipiche della propria terra. E a proposito di fraternità, citiamo che tra i presenti c’era anche Hajnajime un giornalista arabo con il quale si è stabilita subito un’originale intesa. Proprio come effetto di questa giornata passata abbiamo pensato di scrivere congiuntamente un articolo per i rispettivi siti web, un articolo scritto sia in italiano che in arabo e che raccontasse, al meglio che si può, la semplice straordinarietà di questo evento. Sono stati circa 50 i ragazzi impegnati con il calcio, altri 150 quelli che hanno partecipato ai giochi a squadre, un altro centinaia di persone hanno aiutato e partecipato in vario modo. Figline a Colori, quindi, già al suo nascere si può considerare un “evento”, “qualcosa” che ha mobilitato l’entusiasmo e la voglia di esserci di oltre 300 persone. Tanti hanno espresso il desiderio e la speranza che questa manifestazione si possa realizzare ogni anno, che divenga, quindi, un appuntamento fisso; anche perché…ritornando alle proprie case nel buio del giorno che finisce, mista alla gioia, c’è già un po’ di nostalgia.

Sulla sinistra il alto stringo la mano a Hajnajime, sotto l'articolo di sopra scritto in arabo e sotto una delle squadre che ha giocato durante la giornata.

 

 

Scheggia di Aprile 2012: "ELEGIAMOL’ITALIA", la proposta per una politica bottom-up.

Diciamocela francamente, dopo gli ultimi casi di prelievi ravvicinati avvenuti nella Margherita e nella Lega, siamo proprio arrivati alla frutta. Aggiungiamo: i sacrifici che vengono continuamente richiesti agli italiani, la scarsa volontà dei politici di limitare i propri privilegi e un futuro che appare quanto mai incerto per le nuove generazioni. Il quadro (della disperazione) sembra essere completo. E allora? Quanti italiani pensano ancora che politica significhi servizio?

Occorre ricordare che l’etimo greco rimanda all’amministrazione di una cosa che è pubblica, cioè patrimonio della collettività e che i latini raccomandano per tale azione il criterio del buon padre di famiglia. E invece a noi oggi la parola politica - almeno per la maggioranza degli italiani - da proprio un senso di fastidio. Il senso di nausea aumenta notevolmente se parliamo del politico o dei politici in genere, beninteso di qualsiasi orientamento, di qualsiasi età anagrafica e partitica. Quasi tutti (il quasi è d’obbligo) hanno le loro colpe. Gravi, se hanno rubato, mal gestito e taciuto pur vedendo. Lievi, se non si sono accorti di nulla, perché dormivano. Come, dunque, ridare tutta la dignità che merita a questo vocabolo: politica? Come ripensare al politico con senso di viva gratitudine per le grane che affronta per amore della collettività?

Forse una buona strada può essere quella di ripartire proprio dal pre-politico, ovviamente questo termine è una costruzione lessicale di comodo, ampiamente utilizzata nel passato; anche se a mio parere costituisce quasi un ossimoro poiché un’azione o un’idea è politica al momento stesso che nasce, quindi non può contenere in sé un tempo anteriore. Comunque, giusto per intenderci, parliamo di qualcosa che viene prima del momento elettorale.

Parliamo, quindi, di spinta motivazionale all’agire politico, di una approfondita e garantita formazione, di nuove forme di aggregazione e mobilitazione.

La spinta motivazionale può nascere nell’alveo della propria singola coscienza, ma può maturare più facilmente in un contesto comunitario dove l’impegno sociale è sentito da tutti i membri. Una famiglia, una classe scolastica, l’oratorio, un circolo culturale… non mettiamo limiti. E per questo aggiungiamo anche il “partito”, bisogna pur sperare che in qualche sede ancora si faccia politica come una volta!

La formazione all’impegno politico è un argomento ormai ben collaudato persino nella Chiesa Cattolica. Quante persone ogni anno se ne tornano a casa con attestati di frequenza di scuole di formazione politica promosse dalle diocesi? E, tutto sommato, non si può ipotizzare che questi cristiani praticanti siano delle gran brave persone, per giunta anche ben preparate? Ma poi… quanti migliaia di giovani laureati escono dalle università in quelle facoltà che addirittura s’intitolano “Scienze Politiche”, “Scienze delle Amministrazioni”, “Sociologia”,etc. etc. Possibile che tra tutti questi giovani non ve ne sia qualcuno che oltre ad essere ben preparato non sia disposto a impegnarsi per la società che abita?

Come ultima proposta di riflessione pensiamo proprio a nuovi soggetti sociali (nuovi rispetto ai classici partititi politici), cioè alle associazioni, alle aggregazioni di ogni ordine e tipo. In realtà, a ben pensarci, queste cellule del sistema nervoso civile, non si sono forse appropriate di quegli spazi che un tempo appartenevano ai partiti?

E, infine… Oggi si è disposti a mobilitarsi non tanto per una generica rivoluzione (le ideologie son tutte crollate insieme ad un muro in quella fatidica notte di novembre del 1989), ma per fatti concreti, come possono essere: la difesa del posto di lavoro, l’accesso ad un minimo di pensione, la libertà individuale e collettiva. E a proposito di libertà…

Beh c’è una mobilitazione, magari di tipo silenziosa ma per questo non meno efficace, che da un po’ dilaga per tutt’Italia e per i media: ELEGIAMOL’ITALIA, la campagna per una nuova legge elettorale promossa dal Movimento politico per l’unità (www.mppu.org). Sono stati promossi innumerevoli dibatti e incontri, persino uno nell’Auletta dei Gruppi Parlamentari alla Camera e ci sono intere istituzioni, come i consigli comunali, che stanno inviando al Presidente Napolitano mozioni firmate da tutti i gruppi politici perché si adotti al più presto una legge che dia di nuovo la libertà di rappresentanza ai proprietari legittimi: gli Elettori. Un nuovo stile di fare politica sta emergendo. Possiamo assimilarlo ad una progettazione di tipo bottom-up che dal basso lavora sui fatti e nei dettagli, per comporre poi grazie a centinaia di cellule sparse in tutto il paese, un vero e proprio sistema, qualcosa che invaderà anche le istituzioni e riformerà, in maniera sostanziale e profonda, le regole di questo nostro vivere sociale. In questo periodo stiamo assistendo ai vari tentativi up-bottom di un governo cireneo di proporre riforme che non accontentano nessuno e lasciano grossi dubbi sulla reale efficacia. Si, forse è il tempo che la politica la ritorni a fare l'uomo della strada. Tu, io, tutti.

 

 
   

Home
FG CONSIGLIA
ARCHIVIO SCHEGGE
NEWS
LA TUA RIFLESSIONE
QUALCOSA DI ME
CIELI ROSSI
LINK OK
Contatti

MEETING

EVENTO

LO SPETTACOLO

 

 

CON L'ISCRIZIONE ALL'ASSOCIAZIONE ConneS PORTI VIA CON TE  CIELI ROSSI

Toscana Convegni suggerisce, in relazione alle esigenze di privati, enti, associazioni, circoli, etc., la tipologia di location più adatta.
TC progetta e organizza eventi di varie tipologie, anche in collaborazione con altri soggetti.
Di seguito vengono elencate le aree con i possibili convegni.
TC nel ruolo di soggetto intermedio mette in relazione gestori di location con privati o enti interessati, senza alcun intervento successivo.
TC nel ruolo di soggetto protagonista assume anche la direzione dell’evento.

Internet un luogo "possibile".

Senza nulla togliere alle piazze o alle gallerie di una volta, dove ci si poteva incontrare per dialogare, comunicare e informarsi, oggi internet permette d'incontrarsi con una comunità molto più vasta, che può arrivare anche fino agli ultimi confini della terra. Chi ha qualcosa da comunicare può farlo, tra i tanti modi, inserendo in rete il proprio link. Diventa quindi utile e importante diffondere i siti ricchi di contenuti e valori. Beh, provo a farne un elenco:   Link ok

CLICCA QUI E DONACI LA TUA RIFLESSIONE ON LINE

 

 

Home | FG CONSIGLIA | ARCHIVIO SCHEGGE | NEWS | LA TUA RIFLESSIONE | QUALCOSA DI ME | CIELI ROSSI | LINK OK | Contatti

Ultimo aggiornamento:  11-05-12